Saba

La “scatola magica” di Saba ad Archiproducts Milano

Colour-block, volumi puri e atmosfere oniriche danno forma allo spazio firmato Studio Milo per Saba.

Colour-block, tinte tenui e polverose, volumi puri e architettonici: il nuovo allestimento Saba ad Archiproducts Milano prende in prestito le atmosfere oniriche e nostalgiche di Wes Anderson. Un progetto di restyling tutto al femminile firmato da Arianna Crosetta e Federica Gosio di studio MILO in collaborazione con Alessandra Santi.

Un cortocircuito creativo ed emotivo ha dato vita ad uno spazio totalmente inedito, dove le collezioni Saba convivono tra pareti e soffitti rosa, tappeti dalle nuance neutre e carte da parati geometriche iper-colorate.

Alessandra Santi, Communication Manager di Saba e studio MILO raccontano ad Archiproducts come ha preso forma la loro “scatola magica” ad Archiproducts Milano.

Giunto al terzo anno di collaborazione, cosa rappresenta oggi Archiproducts Milano per il brand Saba?
Alessandra Santi: Quella tra Saba e Archiproducts è una relazione ormai consolidata dal tempo, ma come ogni rapporto per crescere ha bisogno di evolvere e anche di stupirsi a vicenda. È in primis un rapporto umano e in quanto tale è fatto di interazione, dialogo, scambio.

Per Saba è una bellissima vetrina in un luogo cruciale della città, estremamente attivo e stimolante su più fronti. Ma è anche una scatola magica, il luogo dove gli incontri avvengono e si consolidano, una pagina bianca che amiamo riscrivere appena l’occasione è possibile.

La collaborazione con Studio MILO sancisce ancora una volta l’indiscutibile approccio “al femminile” di Saba. È solo una coincidenza o si tratta di un aspetto non trascurabile nella nascita di questa nuova collaborazione?

A.S.: Dopo “Hot Date”, l’allestimento che avevo seguito personalmente lo scorso Salone in collaborazione con Cc-tapis, sentivo l’esigenza di una remise en forme dello spazio. L’ultimo anno è stato piuttosto felice per Saba. Abbiamo raggiunto obiettivi commerciali importanti, e in questo momento per me è necessario curare l’immagine aziendale in tutte le sue declinazioni. 

Saba ha una ‘identità’ precisa ma un’anima versatile in costante evoluzione, e la scelta di Studio MILO è dovuta in primis all’ammirazione che nutriamo per lo studio e alla condivisione di codici estetici molto simili. La fortuna di un’azienda del resto è data anche dall’incontro con persone che capiscono e parlano il suo linguaggio.

In questo caso “l’approccio femminile” non era una condizione sine qua non; è stata una scelta dettata dalla sensibilità e da altri fattori più razionali. Personalmente sono felice di poter collaborare con donne cosi creative e stimolanti. Il nostro è un bellissimo lavoro di squadra!

Quando nasce l’incontro con Studio MILO e quale è l’aspetto progettuale che più ti piace del loro lavoro?
A.S.: Credo che nella vita cosi come nel lavoro sia una questione di “affinità elettive” o almeno cosi dovrebbe essere sempre. La scala di valori e il metro di misura che applico nelle mie scelte lavorative non è dissimile dal mio privato. Ho conosciuto Studio MILO attraverso i progetti che hanno realizzato per cari amici, Cc-tapis e la designer Hagit Pincovici; è stata lei a presentarmi Arianna in occasione di un evento, lo scorso autunno.

C’è un sottile file rouge che unisce queste due realtà con Saba. Non a caso durante la prossima edizione di ICFF a New York condivideremo un progetto di stand con Cc-tapis e Hagit, curato da Studio MILO. Questione di affinità, come dicevo prima, e di ricerca cosi come di identità che dialogano in modo fluido tra loro.

Con Arianna e Federica c’è stata sintonia fin dal primo meeting, condividiamo lo stesso linguaggio estetico, diventa per questo semplice capirsi e ispirarsi a vicenda. Traducono con estrema accuratezza ogni briefing dato, c’è un confronto e uno scambio costanti. Apprezzo moltissimo la loro professionalità, puntualità e creatività, così come il loro essere “easy” nel senso che è davvero un piacere lavorare con loro.

 

I colori, i volumi e le decorazioni che danno forma ai lavori di Studio MILO sono in perfetta sintonia con l’idea di eleganza dell’abitare insita nel dna di Saba. Il progetto a quattro mani realizzato per Archiproducts Milano – primo di una serie di nuovi lavori già in programma nei prossimi mesi – ne dà conferma. Anche Arianna Federica raccontano l’esperienza dal loro punto di vista. 

Come nasce l’incontro con Saba?
studio MILO: Abbiamo sempre amato questo brand, ma non ci era mai capitata l’occasione di collaborare nonostante i numerosi incontri durante gli eventi organizzati da cc-tapis con cui collaboriamo entrambi. La nostra prima collaborazione è nata grazie alla designer Hagit Pincovici, che ci ha presentati, dandoci la possibilità di dare vita a splendide sinergie.

Archiproducts Milano: un interno milanese di inizi ‘900 con tratti post industriali tipici di zona Tortona. Quanto l’involucro ha influito sulla progettazione dell’allestimento?

studio MILO: Archiproducts Milano è già di per sé un’opera d’arte che sa attrarre il visitatore in un’esperienza unica di bellezza e conoscenza. A noi ha dato la possibilità di esprimerci liberamente in un ambiente creativo che valorizza le collezioni, con i suoi pavimenti vecchia Milano e le alte finestre che illuminano le stanze, fornendo un’atmosfera rilassata sia per i visitatori, che per chi come noi, ci lavora.

Dalla palette cromatica alla scelta dei materiali, quale è stata l’ispirazione da cui è scaturito il progetto per Saba? 
studio MILO: Wes Anderson. È stato lui, o meglio, il mood dei suoi interni, ad ispirare il nostro allestimento. Il suo è uno stile eclettico, che combina pezzi di epoche e stili differenti. Utilizza toni pastello, interrotti da squarci di arancio e nero; gioca con le texture, con tessuti colorati e stampe vistose. Sono questi gli elementi che ci hanno permesso di aggiungere personalità alla stanza realizzata per Saba Italia.

Must have: qual è il pezzo Saba da avere assolutamente in casa!

studio MILO: Ogni prodotto Saba merita un posto nelle nostre case, per l’intelligenza con cui vengono prodotti. Sicuramente quello che amiamo in particolar modo è il divano Avant Apres. Un divano che può essere “composto e scomposto” liberamente, molto eclettico. Una piccola architettura che gioca con i pieni e i vuoti, dando vita a configurazioni sempre nuove.

 

Un ringraziamento speciale a Texturae Wallpapers L’opificio

Artworks Emilio Nanni

Foto © Cristina Galliena Bohman

↑ Back to top