Saba

3x3x3
A Shared Perspective ICFF New York

Saba, cc-tapis e Hagit Pincovici partecipano assieme all’edizione 2018 di ICFF. 

QUANDO: 20 – 23 Maggio

DOVE: stand 645, Jacob K. Javits Convention Center

3 brands, 3 tipologie di prodotto, 3 linguaggi estetici ma un’unica prospettiva comune:

realizzare design contemporaneo di alta qualità.

Le tre aziende coabitano uno stand che esprime questa visione comune, all’interno di uno spazio scandito in tre ambienti che permettono molteplici punti di vista in base alla posizione dell’osservatore. I pannelli che ritmano l’ambiente espositivo offrono  visioni a volte parziali sugli arredi, offrendo scorci interessanti e inaspettati. Un vedo non vedo caratterizzato dalla presenza di volumi puri e da accostamenti di colore dalla spiccata personalità.

La collaborazione tra i tre brands nasce dalla passione comune per la produzione artigianale, la predisposizione a un design “tailor made” e a una naturale inclinazione verso una sperimentazione sofisticata.

I tappeti di cc-Tapis si distinguono per il rispetto verso la tradizione, visibile nell’ artigianalità dell’annodato a mano (in Nepal) e nell’utilizzo di materie naturali, che innova con linee, motivi, finiture e colori contemporanei.

Gli arredi dalla designer Israeliana Hagit Pincovici, prodotti a mano e in edizione limitata da maestranze italiane nel distretto del mobile della Brianza, sono il  risultato di un’attenta combinazione tra le esigenze estetiche del disegno, la qualità dei materiali e la precisa realizzazione di ogni dettaglio.

Ciò che caratterizza Saba è lo stile inconfondibile di coniugare ogni forma alla poesia del colore e alla materia del tessuto.

Creazione, scelta dei materiali, lavorazioni e processi costruttivi seguono un percorso ideale guidato dal desiderio di sperimentare,  con costante attenzione ai principi di qualità e di ergonomia.

“3x3x3 a shared perspective” è una visione  condivisa sul design contemporaneo, un approccio trasversale che mette in stretta relazione  artigianato e innovazione.

Stand design by  Studio MILO.

Salone Internazionale del Mobile
17 › 22 aprile 2018 — Padiglione 7 — Stand L23

Antonio Marras Textiles for Saba

LONTANANZE E AFFINITA’

Quando la vita tesse le trame di percorsi apparentemente lontani

La leggerezza del gesto e la poesia del colore tipici di Saba trovano numerosi punti di incontro con l’arte di Antonio Marras che, in occasione del Salone del Mobile, reinterpreta l’iconica collezione di divani e poltroncine New York attingendo dagli inediti accostamenti tessili della pre-collezione autunno-inverno 2018/19. Saba, attraverso un lavoro minuzioso di riadattamento delle stampe su supporti per arredi, ripropone maxi fiori, pied-de-poule, tartan e scene di caccia su tessuti di velluto, lino e panni di lana.

ANTONIO MARRAS + SABA

LONTANANZE E AFFINITA’

Quando la vita tesse le trame di percorsi apparentemente lontani

La leggerezza del gesto e la poesia del colore tipici di Saba trovano numerosi punti di incontro con l’arte di Antonio Marras che, in occasione del Salone del Mobile, reinterpreta l’iconica collezione di divani e poltroncine New York attingendo dagli inediti accostamenti tessili della pre-collezione autunno-inverno 2018/19. Saba, attraverso un lavoro minuzioso di riadattamento delle stampe su supporti per arredi, ripropone maxi fiori, pied-de-poule, tartan e scene di caccia su tessuti di velluto, lino e panni di lana.

Alcuni elementi, acquistabili esclusivamente nello spazio Nonostante Marras, saranno declinati come pezzi unici e contraddistinti da interventi pittorici realizzati dallo stilista.
 Saba firmerà anche il temporary bistrot Marras con 60 sedie New York in lino ecrù, dipinte a mano come delle tele.

La performance e il behind-the-scenes del progetto sarà documentato con un video realizzato dalla regista sarda Giulia Achenza, vincitrice della prima edizione del Fashion Film Festival Milano.

www.youtube.com/watch?v=i-0m0Hhk_vw

 

Lontananze e Affinità

Nel 1987 Antonio disegna la sua prima collezione moda.

Nel 1987 Amelia fonda Saba.

Nasciamo lo stesso giorno, un 21 di mesi diversi, lui in una Sardegna lontana dal rumore della moda, io in un Veneto dove la parola design era lontana come l’America.

Lui familiarizza con le stoffe nella bottega di tessuti del padre, io respiravo i profumi dei tessuti nella bottega di lavanderia di mia madre.

Lui amava l’arte, la danza, il teatro, io la filosofia e la poesia.
Poi il caso che caso non è, ha tessuto la trama delle nostre vite.

Antonio è diventato l’Antonio Marras stilista e artista che ha mandato in tilt la moda riscrivendone il vocabolario con la sua cifra poetica che mette in equilibrio apparenti contraddizioni: decori, stratificazioni, sobrietà e enfasi, tessuti maschili stravolti da ricami leggiadri

Amelia disegna un’identità Saba partendo da un concetto filosofico teso a superare il dualismo che divide il mondo del living e nello specifico la produzione degli imbottiti, tra lo stile minimalista-razionale e lo stile classico-opulento.

Declina un percorso progettuale in cui i prodotti pur rimanendo fedeli a un rigoroso progetto industriale, si muovono, si spostano, si smembrano e cambiano configurazione solo attraverso gesti leggeri e femminili senza interventi di meccanismi.

E lo stile che ne segue respira e si nutre di questa ricerca.
Le forme precise dei divani si vestono di colori vibranti e di texture generose e accoglienti.

Non so perchè tra tutti gli stilisti seguivo e amavo il percorso di Marras, forse perchè un giorno ho letto un articolo che parlava di lui e del suo laboratorio segreto di Alghero.

Lo immaginavo in quella stanza tra i frammenti di storie e ritagli di stoffe e poi vedevo me nel mio luminoso ufficio che guarda la campagna pieno di piante e campioni di colori e i miei collage di fiori alla pareti.

E poi la vita ci ha fatto incontrare…

Amelia Pegorin (CEO Saba Italia)

La “scatola magica” di Saba ad Archiproducts Milano

Colour-block, volumi puri e atmosfere oniriche danno forma allo spazio firmato Studio Milo per Saba.

Colour-block, tinte tenui e polverose, volumi puri e architettonici: il nuovo allestimento Saba ad Archiproducts Milano prende in prestito le atmosfere oniriche e nostalgiche di Wes Anderson. Un progetto di restyling tutto al femminile firmato da Arianna Crosetta e Federica Gosio di studio MILO in collaborazione con Alessandra Santi.

Un cortocircuito creativo ed emotivo ha dato vita ad uno spazio totalmente inedito, dove le collezioni Saba convivono tra pareti e soffitti rosa, tappeti dalle nuance neutre e carte da parati geometriche iper-colorate.

Alessandra Santi, Communication Manager di Saba e studio MILO raccontano ad Archiproducts come ha preso forma la loro “scatola magica” ad Archiproducts Milano.

Giunto al terzo anno di collaborazione, cosa rappresenta oggi Archiproducts Milano per il brand Saba?
Alessandra Santi: Quella tra Saba e Archiproducts è una relazione ormai consolidata dal tempo, ma come ogni rapporto per crescere ha bisogno di evolvere e anche di stupirsi a vicenda. È in primis un rapporto umano e in quanto tale è fatto di interazione, dialogo, scambio.

Per Saba è una bellissima vetrina in un luogo cruciale della città, estremamente attivo e stimolante su più fronti. Ma è anche una scatola magica, il luogo dove gli incontri avvengono e si consolidano, una pagina bianca che amiamo riscrivere appena l’occasione è possibile.

La collaborazione con Studio MILO sancisce ancora una volta l’indiscutibile approccio “al femminile” di Saba. È solo una coincidenza o si tratta di un aspetto non trascurabile nella nascita di questa nuova collaborazione?

A.S.: Dopo “Hot Date”, l’allestimento che avevo seguito personalmente lo scorso Salone in collaborazione con Cc-tapis, sentivo l’esigenza di una remise en forme dello spazio. L’ultimo anno è stato piuttosto felice per Saba. Abbiamo raggiunto obiettivi commerciali importanti, e in questo momento per me è necessario curare l’immagine aziendale in tutte le sue declinazioni. 

Saba ha una ‘identità’ precisa ma un’anima versatile in costante evoluzione, e la scelta di Studio MILO è dovuta in primis all’ammirazione che nutriamo per lo studio e alla condivisione di codici estetici molto simili. La fortuna di un’azienda del resto è data anche dall’incontro con persone che capiscono e parlano il suo linguaggio.

In questo caso “l’approccio femminile” non era una condizione sine qua non; è stata una scelta dettata dalla sensibilità e da altri fattori più razionali. Personalmente sono felice di poter collaborare con donne cosi creative e stimolanti. Il nostro è un bellissimo lavoro di squadra!

Quando nasce l’incontro con Studio MILO e quale è l’aspetto progettuale che più ti piace del loro lavoro?
A.S.: Credo che nella vita cosi come nel lavoro sia una questione di “affinità elettive” o almeno cosi dovrebbe essere sempre. La scala di valori e il metro di misura che applico nelle mie scelte lavorative non è dissimile dal mio privato. Ho conosciuto Studio MILO attraverso i progetti che hanno realizzato per cari amici, Cc-tapis e la designer Hagit Pincovici; è stata lei a presentarmi Arianna in occasione di un evento, lo scorso autunno.

C’è un sottile file rouge che unisce queste due realtà con Saba. Non a caso durante la prossima edizione di ICFF a New York condivideremo un progetto di stand con Cc-tapis e Hagit, curato da Studio MILO. Questione di affinità, come dicevo prima, e di ricerca cosi come di identità che dialogano in modo fluido tra loro.

Con Arianna e Federica c’è stata sintonia fin dal primo meeting, condividiamo lo stesso linguaggio estetico, diventa per questo semplice capirsi e ispirarsi a vicenda. Traducono con estrema accuratezza ogni briefing dato, c’è un confronto e uno scambio costanti. Apprezzo moltissimo la loro professionalità, puntualità e creatività, così come il loro essere “easy” nel senso che è davvero un piacere lavorare con loro.

 

I colori, i volumi e le decorazioni che danno forma ai lavori di Studio MILO sono in perfetta sintonia con l’idea di eleganza dell’abitare insita nel dna di Saba. Il progetto a quattro mani realizzato per Archiproducts Milano – primo di una serie di nuovi lavori già in programma nei prossimi mesi – ne dà conferma. Anche Arianna Federica raccontano l’esperienza dal loro punto di vista. 

Come nasce l’incontro con Saba?
studio MILO: Abbiamo sempre amato questo brand, ma non ci era mai capitata l’occasione di collaborare nonostante i numerosi incontri durante gli eventi organizzati da cc-tapis con cui collaboriamo entrambi. La nostra prima collaborazione è nata grazie alla designer Hagit Pincovici, che ci ha presentati, dandoci la possibilità di dare vita a splendide sinergie.

Archiproducts Milano: un interno milanese di inizi ‘900 con tratti post industriali tipici di zona Tortona. Quanto l’involucro ha influito sulla progettazione dell’allestimento?

studio MILO: Archiproducts Milano è già di per sé un’opera d’arte che sa attrarre il visitatore in un’esperienza unica di bellezza e conoscenza. A noi ha dato la possibilità di esprimerci liberamente in un ambiente creativo che valorizza le collezioni, con i suoi pavimenti vecchia Milano e le alte finestre che illuminano le stanze, fornendo un’atmosfera rilassata sia per i visitatori, che per chi come noi, ci lavora.

Dalla palette cromatica alla scelta dei materiali, quale è stata l’ispirazione da cui è scaturito il progetto per Saba? 
studio MILO: Wes Anderson. È stato lui, o meglio, il mood dei suoi interni, ad ispirare il nostro allestimento. Il suo è uno stile eclettico, che combina pezzi di epoche e stili differenti. Utilizza toni pastello, interrotti da squarci di arancio e nero; gioca con le texture, con tessuti colorati e stampe vistose. Sono questi gli elementi che ci hanno permesso di aggiungere personalità alla stanza realizzata per Saba Italia.

Must have: qual è il pezzo Saba da avere assolutamente in casa!

studio MILO: Ogni prodotto Saba merita un posto nelle nostre case, per l’intelligenza con cui vengono prodotti. Sicuramente quello che amiamo in particolar modo è il divano Avant Apres. Un divano che può essere “composto e scomposto” liberamente, molto eclettico. Una piccola architettura che gioca con i pieni e i vuoti, dando vita a configurazioni sempre nuove.

 

Un ringraziamento speciale a Texturae Wallpapers L’opificio

Artworks Emilio Nanni

Foto © Cristina Galliena Bohman

Maison & Objet — Parigi
19 › 23 gennaio 2018 — Padiglione 7 — Stand F83

Stand project – Studio Palomba Serafini Associati

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